Non è nulla, sono qui, ci sono sempre (Arthur Rimbaud, “Vertigine”)

martedì 8 gennaio 2013

La presentazione di CERCATI COL LANTERNINO


GIOVEDI' 20 DICEMBRE 2012 ORE 17:30
GENOVA PALAZZO DUCALE - SALA DEL MUNIZIONIERE
Presentazione di 'Cercati col Lanternino', la raccolta, pubblicata da Red@zione, dei corsivi 2009-2012 di Enzo Costa, autore dei Lanternini, rubrica satirica e non che esce ogni giorno nella prima pagina di Repubblica Genova. 
Tra i testimonial intervenuti, Franco Monteverde, Claudio Burlando, Marta Vincenzi, Pippo Rossetti, Alberto Gagliardi, Edoardo Rixi, Stefano Zara, Thomas Guarino. I relatori erano Margherita Rubino (autrice della prefazione), Mario Bottaro (editore del volume), Aglaja (vignettista). Alle letture Ugo Dighero. Riprese di Roberto Costa

La canzone all'inizio e alla fine del video è "A Foa de San Zorzu", di Roberta Alloisio e Orchestra Bailam

domenica 6 gennaio 2013

CERCATI COL LANTERNINO


Clicca sull'immagine per visitare il sito


Grazie a Rossana Pavone per l'immagine :-)

martedì 1 gennaio 2013

IL CALENDARIO DEL LANTERNINO 2013

bandiera della pace

Il Calendario di Enzo Costa

quando la satira può aiutare la memoria

Quello del “calendario del lanternino” è oramai un appuntamento di inizio anno. Realizzato con gli aforismi del giornalista e scrittore Enzo Costa accompagnati dalle vignette di Aglaja (Gabriella Corbo), propone mese per mese frasi e immagini satiriche del nostro contemporaneo. Il calendario può essere scaricato e usato gratuitamente
Immagine del post di blog

Di MAURO GAGGERO
Dopo la recente presentazione a Palazzo Ducale del suo libro“Cercati col lanternino” ,  la raccolta 2009 – 2012 dei “lanternini”, i corsivi satirici che Enzo Costa firma ogni giorno sulla prima pagina del quotidiano  “Repubblica “ edizione di Genova ,  l’autore con il suo calendario ci propone un anno di satira che forse riuscirà a strapparci un sorriso ogni giorno che andremo a vedere il calendario. Un anno, quello del 2013,  che come  riportato in apertura del calendario “Arranca”.

Enzo Costa, è scrittore, giornalista ed uno dei più noti autori satirici italiani. Ha scritto per  testate come:Tango, Cuore, Linus, Smemoranda, Micromega, Il Salvagente, Comix. Collabora con l’Unità, Repubblica, Articolo 21.
Ha scritto molti libri, tra i quali Lanternini per tutti (Frilli, 2003), A farla breve (Frilli 2009, prefazione di Michele Serra), Carognate di Natale (con altri autori, Gremese, 2008, a cura di Massimo Bucchi); ha pubblicato i suoi aforismi nelle Formiche e nelle Cicale a cura di Gino e Michele; Rime bacate (e aforismi da banco), con prefazione di Gino e Michele (Editori Riuniti, 2010), Col senno di prima, prefazione di Nando dalla Chiesa e vignette di Aglaja(Editori Riuniti, 2011). L’ultimo come citato,  Cercati col Lanternino (Red@azione)

Aglaja/Gabriella non ama far sapere molto di sé: il suo nome d’arte doveva essere per forza quello di un personaggio di Dostoevskji. Estimatrice della letteratura russa, del cinema, dell’arte, del teatro. Con Costa si sfoga – oltre a illustrare con disegni e vignette le sue battute in vari siti e blog – a tirare fuori sempre nuove idee.  Scrive su Aglaja e Prove di Aglaja.

Cliccando sotto è possibile scaricare il calendario. Il calendario può essere scaricato e usato gratuitamente, che di questi momenti, come indicato nella copertina del calendario: "tempi che corrono, più che correre arrancano"  non guasta. (da viveregenova.comune.genova.it/)

giovedì 30 agosto 2012

FIGURE - Tempo, tempeste e temporali di un'attempata estate


Indugio estivo


Perdersi in un bicchier d'acqua (calda)



Lettera da una lontana estate


Aprirsi alla vita


Metamorfosi floreale


Dubbio


Illusioni ottiche


Il doppio e l'apparenza

Esiste


Tempo 3


Tempo 2


Tempo 3


La bambina che non parlava mai..

sabato 16 giugno 2012

PAROLE - FUGHE - La confraternita delle persone perdute





Mi intrigò subito, appena lo vidi.

"Permette?" e si accomodò di fronte a me.

Sorrisi, con educata e finta indifferenza. Così finta che iniziò subito a discorrere.

"Cosa legge?" domandò, ammiccando al volumetto che tenevo tra le mani.

Solitamente mi irritano le conversazioni imposte, di circostanza o di abbordaggio.

Non quella sera.

"Cechov, le novelle"

"Ottima scelta" annuì.

Guardò fuori dal finestrino, mentre lo sbirciavo curiosa.

Strano tipo, "appena uscito da un libro", mi trovai a dire a me stessa.

Forse altri sarebbero stati colpiti dall'abbigliamento (ho ritegno a ricordare la cravatta di seta allacciata morbidamente, la giacca attillata, i guanti sottili: sembra una caricatura, in questa descrizione, ma vi assicuro che non mi parve tale) o dai chiari capelli lucidi, pettinati indietro negligentemente.

Ma a me infiammavano (ripeto, ne fui immediatamente intrigata) gli occhi: beffardi, consapevoli, inquieti.

Stupida ragazza.

Quanti anni aveva? Mah.. ancora adesso, ripensandoci, non riesco a valutarlo: pareva a tratti giovanissimo, persino infantile, a tratti quasi anziano, a seconda di come la fioca luce dello scompartimento gli disegnava le ombre sul volto.

Cercai nel mio archivio di immagini quella che più potesse avvicinarsi al bizzarro personaggio: "un prestigiatore, un viveur, uno scrittore da salotti, un seduttore, un giocatore.." elencavo tra me. Nulla pareva adeguato a definire quell’uomo.

O forse tutto.

“Anch’io amo i russi.” riprese “Conosce Dostoevskij? Certo che lo conosce” chiese e si rispose, senza darmi modo di parlare. “E’ mai stata a San Pietroburgo?” “Solo nei libri” e sorridemmo entrambi.

“E’ così che lei fugge?” mi apostrofò quindi bruscamente.

Rimasi sorpresa, quasi più dal tono che dalle parole.

“Beh, è un luogo comune, no?, l’evadere con la lettura..” banalizzai

Non mi concesse di farlo.

“Non mi riferivo a uno stupido modo di dire” mi sferzò con una durezza incomprensibile “Lei sta fuggendo davvero. E lo sa”.

Tacqui.

Lo sferragliare del treno riempiva il finto silenzio in cui ascoltavo i miei pensieri.

“Non so nulla, non capisco..” fissavo quegli occhi febbrili “E’ uno scherzo” provai a sorridere.

“Non ne ho il tempo” e inaspettatamente rispose al mio sorriso, ma poi riprese a parlare con molta serietà.

“Anch’io sono fuggito, sa?”

“Ah sì?”

“Ha mai sentito parlare della Confraternita delle Persone Perdute?”

“La Confraternita delle Persone Perdute?” ripetei ottusamente

“Proprio. Ne faccio parte da otto anni” aggiunse, non capii se con orgoglio o rammarico.

“Di che si tratta?” chiesi sporgendomi verso di lui.

“Siamo tutte persone che, fuggendo, si sono perse. Non riusciamo più a tornare indietro”

Rimasi in silenzio, in attesa di un'ulteriore spiegazione che non arrivò.

“Mi perdoni” mi decisi a chiedergli, vedendo il suo sguardo perso sulle luci che fuggivano fuori dal finestrino “E’ un circolo di evasi? O di smemorati?” provai a buttarla sullo scherzo, ma la mia voce non era allegra.

Posò nuovamente quegli strani occhi su di me.

“Ho iniziato come lei..” mormorò, e la sua voce era morbida, lontana, una voce che mi pareva di riconoscere, o meglio, di conoscere da sempre.

“Ho iniziato come lei” riprese “Leggevo e mi perdevo nelle vite degli altri, in mondi, epoche, storie lontane e più vere della mia storia, della mia esistenza, del mondo in cui ero costretto a vivere, penosamente”

Sospirò.

“Arrivai ad un punto che confondevo il dipanarsi delle mie vicende personali con quello del protagonista del romanzo che stavo vivendo, leggendo, cioè” si corresse “Non mi importava più nulla di me, scialbo e insignificante nella mia storia già scritta. Potevo amare, morire, urlare, combattere, soffrire, godere, con un senso – capisce? - un senso *artistico*, perfetto, molteplice”. Si interruppe, per prendere fiato: si era accalorato e le sue guance mi parvero colorirsi, ma forse fu un lampo che venne da fuori.

Lo capivo perfettamente. Glielo dissi. Mi guardò con un’intensità che ancora oggi, al ripensarci, mi scuote profondamente.

“Lo so” disse “per questo le ho parlato della Confraternita”. Era serissimo, quando continuò “Siamo in tanti, sa? E ci siamo perduti. Io, per esempio, leggevo 'Il giocatore' di Dostoevskij quando è successo..”

“Vuol dire che lei..” cominciavo ad intuire.

“Sì. Mi sono perso in quel romanzo. Non sono tornato più indietro. Ma non è successo solo a me, creda” si affrettò a precisare “Ad alcuni è capitato con libri diversi, ma ad altri è bastato seguire una vela in un orizzonte marino, altri ancora si sono smarriti guardando dalle imposte delle loro finestre. Non c’è un unico modo, un unico viaggio, un’unica fuga”. Si interruppe.

“E dove si va, quando ci si perde?” chiesi “E gli altri, se ne accorgono che siamo perduti?” (Sì, dissi “siamo”).

“Dove si va? E’ difficile spiegare. Non c’è più spazio, non c’è più tempo. Non sei più tu, o meglio: sei come uno specchio andato in frantumi, ogni frammento riflette qualcosa di diverso e di uguale, qualcosa che ha perso la propria unità e si spezza in mille immagini, in mille..” si interruppe, pensieroso “..parti di te. Gli altri.. no, non si accorgono di niente. Non sanno che parlano ad un guscio vuoto. Non ci conoscevano prima, non ci conoscono poi”.

“E la confraternita?” lo incalzai.

“Le persone perdute si riconoscono tra loro, si.. annusano, si scovano. E si uniscono, fratelli in un’anomalia perfida e meravigliosa”

Sfuggivo, ora, i suoi occhi, persa a seguire il zigzagare di una linea bianca in una lunghissima galleria.

Quando ne uscimmo, voltai lo sguardo, ma lui non c’era più.

Al suo posto, sul sedile, c’era 'Il giocatore' di Dostoevskij.

Dopo pochi minuti, il treno si fermò ed io scesi alla stazione di San Pietroburgo.


Aglaja

mercoledì 13 giugno 2012

FIGURE - Attività onirica di una primavera autunnale



Giorni di Aglaja


Prendi la luna


La fuggitiva statica (autoritratto 3)


Ineluttabiltà (autoritratto 2)



A cosa serve la cultura?



My body is a cage



Smemorare, sopravvivere



Contro l'insonnia



..e poi ti guardi indietro e rimangono solo i ricordi



25 Aprile



Riflessioni sinestetiche



Dafne



Non c'è rimedio



Quando la sofferenza raggela



Surrealismo fuggitivo



Come le foglie



Surrealismo marino



Lo sguardo negato (Autoritratto 1)



Perché una favola, anche se sai che è una favola, aiuta a vivere



Smettila di camminarmi addosso


Aglaja, marzo-giugno 2012